Where is Turkmenistan? The XX Years Anniversary 28 October 2011

Italian Version:

Dov’è il Turkmenistan?

Circa due mesi fa mi arriva una mail da k-events (compagnia leader nell’organizzazione di grandi eventi e cerimonie): C’è un grande evento in Turkmenistan, ti interessa?
Non avevo mai sentito nominare quel paese!
Mi sono subito lanciato su Wikypedia: Il Turkmenistan (turk. Türkmenistan) è uno stato dell’Asia centrale confinante con l’Afghanistan, l’Iran, il Kazakistan e l’Uzbekistan. Si affaccia sul Mar Caspio. Fino al 1991 fece parte dell’Unione Sovietica. È ricco di giacimenti di gas.
La superficie è di 488.100 km², la popolazione di 4.603.244 abitanti. La capitale è Aşgabat.

Chi sa cosa avranno da festeggiare in quel posto.
Dopo qualche giorno, finalmente, mi è stato tolto il grande dubbio: nel turkmneistan, il 28 ottobre, si festeggia il ventennale dalla liberazione dalla russia. Una super cerimonia con un grande budgets e dai grandi numeri.
Allora il Turkmenistan è una repubblica, un paese civile? Veramente no: c’è il dittatore!
Ero comunque molto eccitato e non vedevo l’ora di partire per questa nuova avventura, avrei raccontato, con le mie foto, un grande evento in un posto di cui non sapevo praticamente nulla.
Perché sul web riguardo il turkmenistan non si trova niente, solo pochissime foto, questa cosa mi sembrava un po’ strana….
23 Ottobre. Sono all’aeroporto di Roma Fiumicino e attendo il volo per Istambul dove farò 2 ore di scalo prima di partire per Ashgabat, la città dove si svolgerà l’evento.
C’è uno splendido tramonto e al mio gate svolazzano i piccioni!

Arrivo alle 22:15 ad Istambul: l’aeroporto è molto particolare ed è popolato da gente veramente strana e dai costumi più disparati.
Salgo, dopo un tè caldo, sull’aereo che mi porterà in Turkmenistan, il viaggio è ancora lungo.
Arrivo all’alba ad Ashgabat, sono alla dogana turkmena, consegno la lettera d’incarico (in quel paese si entra solo per motivi di lavoro) pago i 200$ per il visto e dopo oltre mezz’ora sono in machina con altri Italiani che alloggiano al mio stesso albergo.
Sono le 5 del mattino; ci inoltriamo nella città ed è tutto illuminato: neon coloratissimi, scritte, schermi a led con immagini del presidente (dittatore!), palazzi bianchissimi e dorati e strade larghissime!

Il mio albergo si trova nel quartiere presidenziale: ministeri, teatri e tante altre sfarzose costruzioni.
Sarà tutta così questa città?
In giro per strada non c’è nessuno, a parte un poliziotto ogni 2/300 metri!
Sono nella mia camera d’albergo, è molto bella, mi avvicino alla grande finestra coperta dalle tende ma è tutto bloccato, il vetro non si apre, immagino perché sono proprio davanti la casa del dittatore del turkmenistan
24/10.
Ore 10:00 Sveglia! Mi affaccio alla finestra, è una splendida giornata, le cupole d’oro dei palazzi riflettono la luce del sole.

Ore 11, dopo 3 ore di sonno sono già su un’auto che mi porta allo stadio.
Lo stadio nuovo di Ashgabat: il terzo stadio in una città che non fa neanche un campionato di calcio!
Lo stadio però è fondamentale per un città importante!
Dopo un po’ di burocrazia vengo accompagnato nel mio ufficio. Incontro Juri, un amico conosciuto in Ucraina e un ragazzo di nome Saverio che mi assisterà nel lavoro.
Saverio è un bravo fotografo, gli piace il reportage, quest’annuo è stato in Lybia e Tunisia nel periodi più caldo.
Formiamo un ottimo team, faremo un buon lavoro.
Lo stadio è strano, non è molto convenzionale, inoltre non c’è ancora l’erba ma un rivestimento in legno che stanno dipingendo proprio adesso di bianco.

C’è moltissima gente che lavora, lo stadio è un cantiere: dentro e fuori! Dipingono, stuccano, attaccano grandi adesivi con i loghi del paese, piantano alberelli, asfaltando la strada che porta allo stadio!

Ci sono centinaia di donne, molte dai denti d’oro, che spostano la sabbia da una parte all’altra della strada!


Dentro lo stadio stanno già provando gli acrobati e le Salmandre (un gruppo specializzato in danze con fuoco e fiamme”)

Dopo poco ci fermano 2 poliziotti in borghese che ci chiedono chi eravamo e soprattutto se avevamo fatto foto in giro.
Ci controllano le macchine fotografiche. Saverio aveva fatto qualche scatto vicino lo stadio in un quartiere di periferia.
I due ci costringono a cancellare le foto fatte in strada. Ci dicono chiaramente che potevamo fotografare solo all’interno dello stadio. Adesso hanno i nostri nomi, dobbiamo muoverci con cautela!
Subito amici, che erano lì già da mesi, mi spiegano un po’ di regole per vivere meglio in quel paese: in turkmenistan non si può fumare per strada, non si possono scattare foto per strada, non si può stare in strada dopo le 23, non ci sono locali aperti la sera, e soprattutto mi fanno notare che se porti a casa una donna Turkmena rischi 15 giorni di carcere!
Ho subito capito che quello non era il paese dei balocchi!
Dopo una cena al catering dello stadio, una mensa più che dignitosa con un cuoco italiano, mi posiziono per fare un po’ di foto alle prove, senza costumi ma importanti per capire come sarà articolato lo show.


Per fortuna io dormo al Nissa, uno dei due grandi alberghi della città, un hotel di lusso Turkmeno, una piccola oasi felice dove puoi bere un “Peroncino” anche a tarda notte!

25/10.
Oggi è il giorno della prova generale.
Ho fatto un po’ di giri per lo stadio, ho esaminato tutte le prospettive.
Farò le foto soprattutto dal centro della tribuna, di fronte all’enorme schermo a led, il più grande mai utilizzato in una cerimonia.
Sopra l’ultima fila di posti a sedere, dov’è la sala regia, c’è una piattaforma dove sono posizionati due segui persona, lì piazzerò una camera remotata con un interval timer in modo da fotografare tutto lo show e potermi muovere lateralmente senza perdere scatti importanti.
Credo di avere le idee abbastanza chiare. Faccio un giro per lo stadio facendo qualche foto di backstage insieme a Saverio nell’attesa che inizi la prova.


La prova generale non viene molto apprezzata da un rappresentante del governo che vuole vederne un’altra il giorno seguente.
Rifare una prova generale non è una cosa da poco, specialmente quando si ha un cast di circa 5000 persone!
Non ci voglio pensare, fortunatamente hanno organizzato una festa nella sala del catering, finalmente ci si rilassa un po’, c’è musica e grandi quantità di birra e vodka!

26/10 Siamo 2 fotografi e un videomaker, vogliamo uscire dallo stadio, fare un giro di giorno in città, cercare un mercato, incontrare un po’ di gente comune. Fino ad ora ho visto sempre le stesse strade, la sfavillante parte nuova della città con quartieri nati nel giro di 2/3 mesi.

Riusciamo a farci dare un’autista, non solo, abbiamo anche un’interprete che vive proprio ad Asgabat.
Andiamo al mercato, incontriamo gente, facciamo shopping e scattiamo qualche foto di nascosto!

Sulla via del ritorno ci fermiamo sotto casa della nostra amica perche doveva cambiarsi.
Scatto una foto di nascosto dall’auto, poi scendo; la situazione pare tranquilla.


C’è un piccolo parco giochi con tanti ragazzini, quando ci vedono impazziscono di gioia: vogliono farsi fotografare!

Saverio è a terra che si rotola con loro sulla sabbia del parco. Finalmente qualche scena di vita quotidiana.


Torno allo stadio, c’è la seconda prova generale che ci aspetta.
La prova va molto meglio e siamo tutti più rilassati.


27/10.
Come ogni giorno mi ritrovo con Saverio per strada ad aspettare un mezzo che mi porti allo stadio.
Dopo un’ora e mezza ci troviamo su una specie di pulmino, fuori piove molto.
Oggi è un giorno relativamente tranquillo, ne approfitto per riorganizzare il materiale fotografico e fare un giro negli “scantinati dello stadio”.
Passo attraverso l’enorme struttura di tubi innocenti che regge lo schermo a led.


Mi trovo nei locali seminterrati dello stadio, ci sono vari magazzini, centinaia di bauli, migliaia di bottigliette d’acqua e una squadra di cinesi che lavorano ininterrottamente.
I cinesi di cui parlo sono lì da giorni, aggiustano i pannelli dell’enorme schermo a led che finora ha dato un bel po’ di problemi.
Riusciranno ad aggiustarlo per tempo?? Verranno eliminati quelle specie di coriandoli colorati che compaiono qua e la sullo schermo?? Non so, comunque ce la stanno mettendo tutta! Ci sono anche i Turchi di Polimesk che lavorano con loro.


Giornata tranquilla, finita a casa con un esilarante film comico sul mio mac.
28/10 Oggi il grande giorno!
Mi ritrovo alla fermata del bus, riesco a prendere un auto, miracolo!
Siamo quasi allo stadio ma dobbiamo scendere dall’auto. La strada che porta allo stadio è stata chiusa per motivi di sicurezza.
Sarà una giornata dura dove non mancheranno i problemi!
Faccio un giro con Saverio per capire un po’ come la sicurezza del presidente reagirà al nostro passare.
E’ pomeriggio e già c’è una strana atmosfera di controllo nello stadio.
Subito veniamo fermati e ci chiedono chi siamo. “Siete giornalisti??” No, lavoriamo per k-events ecccc
Dopo un po’ ci lasciano passare ma veniamo bloccati all’ingresso della tribuna. Dobbiamo tornare indietro perché stanno bonificando l’area con i cani anti esplosivo…
Poi arrivano quattro persone con strane borse da pesca, sono i cecchini!
Sono le 18, manca un’ora dall’inizio dello show, è meglio muoversi, non so cosa mi aspetta!
Dopo 4/5 controlli riesco ad arrivare nella mia postazione, sono al centro/alto della tribuna; sotto di me c’è il presidente e davanti ho 4/5 energumeni che mi obbligano a stare seduto.
Lo show inizia, per fortuna sono qui, ho la posizione giusta per lavorare ma devo stare attento a come mi muovo, potrebbero mandarmi via!



Siamo nel cuore della cerimonia, anche gli uomini della sicurezza sono entusiasmati dallo show c’è anche chi fotografa lo spettacolo con il telefonino.
Arriva il momento dei fuochi d’artificio: non ho mai sentito colpi così forti! Speriamo bene…
Grande lavoro, come al solito, dei nostri amici dei fuochi: la ditta Parente (www.parente.it) tra i migliori del mondo!

Lo show è terminato, è stato un’enorme successo! Sono tutti commossi, l’impegno è stato altissimo e le difficoltà avevano smesso di contarle.


Il turkmenistan è un paese difficile, c’è una dittatura, la libertà è praticamente inesistente e turisti non esistono!
Anche se le persone comuni sono molto tranquille e gentili.
Una grande festa mi aspetta, stessa location: il catering!
29/10 ore 17:00! riesco ad arrivare allo stadio con l’autista del mio coinquilino Nicola; Saverio è partito ieri.
Siamo stati al mercato coperto, ho appena mangiato un ottimo kebab; stasera è l’ultima ad Adgabat.
Siamo io e Jury in ufficio e vogliamo andare a cena fuori, dopo una settimana di catering qui allo stadio.
Riusciamo ad andare in un ristorante insieme agli amici dell’amministrazione, un posto tranquillo dove mangiamo discretamente…almeno abbiamo cambiato aria.
E’ quasi ora di partire, so che sarà un viaggio lungo e difficile ma ho troppa voglia di tornare a casa!
E’ stata un’esperienza importante, un lavoro difficile, portato a termine nel migliore dei modi.
Ho conosciuto Saverio, un ottimo fotografo, un amico con il quale sicuramente vivrò qualche altra avventura.
Ore 10:00 Sono a Roma Fiumicino, dopo la solita attesa per i bagagli sono fuori l’aereoporto, che bel paese l’Italia!

Come al solito ho portato un bel po’ di attrezzatura.
Nel grande zaino Satori prodotto da F-Stop, il mio partner canadese:
-eos 1d mkii N
-eos 5d mkii
-ef 70-700 f2,8
-ef 24-70 f2,8
-ef 16-35 f2,8
-ef 25 ts-e f3,5
-ef 15mm fisheye
-ef 300 mm 2,8 is
apple macbook pro 15″ quadcoe i7 8gb ram.

TOTALE 14,8 kg!

Nel borsone imbarcato nella stiva:
manfrotto magic arm
manfrotto 055
pocketwizzard plus 2
interval timer phottix
ecc.

English version is under contruction!!!!!!

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